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La moda vuole le curve e gli stilisti disegnano capi “solo per magre”

28 gennaio 2010 5 Comments

stylish-plus-size-clothingIl giornale inglese The independent, ha confermato la statistica, che da diversi mesi  la moda è riuscita a strizzare un occhio alle curve, ingaggiando sempre più modelle dalle taglie “umane”. Dopo la scelta dello stilista Mark Fast di far sfilare in passerella modelle “in carne”, il fenomeno stà crescendo e insieme a lui, tanti altri stilisti hanno deciso di presentare le loro collezioni attraverso la figura femminile “Plus SIze”. Stanchi forse dei canoni scheletrici che sempre più rendono conto al business e meno alla realtà dei fatti, gli addetti ai lavori, in particolare i fotografi preferiscono “la ciccia” alle “ossa”.

Ma dall’altro canto, arrivano segnalazioni stravaganti come quella del giornale Guardian, dove in un recente articolo, la giornalista, Hadley Freeman si è ritrovata a rispondere ad una lettrice e consumatrice di moda, che ha posto l’enigmatico problema di alcuni capi che palesemente non possono essere indossati da donne con molto seno. Sotto il torchio dell’inchiesta c’era proprio un capo firmato Balmain, completamente inaccessibile a coloro cui madre natura ha donato una taglia terza!

via



5 Comments »

  • Ania said:

    ma una sana via di mezzo no? sia le magrissime che le ragazze così in carne rappresentano rispettivamente il 2 e il 5% delle donne nel mondo, e in particolare delle donne occidentali.. e nè le une nè le altre sono rappresentative delle donne vere, in questo momento storico. perchè continuano a renderci in giro? io non capisco.. le donne normale si aggirano tra la 42 e la 46, le altre o sono magrissime di cotituzione (meno dell’un per cento delle donne) o lo sono perchè se lo impongono con diete ristrette o sviluppando disturbi dell’alimentazione (e arriviamo al 2% dell’inizio). Quelle dalla 46 in poi lo sono di costituzione (anche qui, meno dell’un per cento, le latre hanno problemi!).. gli stili di vita occidentali, i ritmi lavorativi e l’ossessione verso un determinato tipo di forma (che anche solo 40-50 anni fa era considerato malato, brutto!! col cavolo che dopo la guerra in periodo di prosperità andavano le donne grissino.. non venivano nemmeno guardate perchè sembravano malate-cosa che sembrano tutt’ora a certi livelli- e non garantivano la prosperità e la continuazione della specie) ..

    quindi la devono finire con ste sciocchezze..

  • Lela said:

    Premetto che su questo argomento sono un po’ polemica.
    La famosa sfilata di Mark Fast, secondo me, era solo una squallida campagna pubblicitaria. Ha scelto tre modelle plus size e il resto delle modelle (la maggioranza) erano taglia 36, neanche 38! Per di più quelle tre povere modelle plus size le ha ridicolizzate, strizzandole in abiti decisamente adatti a modelle non formose.
    Una cosa che non capisco proprio è la scelta delle taglie… o taglia 36/38 oppure 46/48! Se sono stanchi dei canoni scheletrici perché non proporci modelle più o meno vicine ad una taglia 42? Senza dimenticare di creare collezioni per donne plus size che non le ridicolizzano ma le valorizzano.
    Tutto questo parlare degli ultimi tempi mi sembra solo una presa in giro, basta vedere l’uscita di V Magazine “The size issue”. Le foto volevano mettere l’accento sulla “ciccia” delle modelle, con vestiti non adatti a far risaltare le loro forme. E il servizio fotografico di Karl Lagerfeld?? potrei scrivere un poema! :D

    Scusate se sono stata prolissa ;)

  • Lela said:

    *ridicolizzino
    *valorizzino

  • Lela said:

    Premetto che su questo argomento sono un po’ polemica.
    La famosa sfilata di Mark Fast, secondo me, era solo una squallida campagna pubblicitaria. Ha scelto tre modelle plus size e il resto delle modelle (la maggioranza) erano taglia 36, neanche 38! Per di più quelle tre povere modelle plus size le ha ridicolizzate, strizzandole in abiti decisamente adatti a modelle non formose.
    Una cosa che non capisco proprio è la scelta delle taglie… o taglia 36/38 oppure 46/48! Se sono stanchi dei canoni scheletrici perché non proporci modelle più o meno vicine ad una taglia 42? Senza dimenticare di creare collezioni per donne plus size che non le ridicolizzino ma le valorizzino.
    Tutto questo parlare degli ultimi tempi mi sembra solo una presa in giro, basta vedere l’uscita di V Magazine “The size issue”. Le foto volevano mettere l’accento sulla “ciccia” delle modelle, con vestiti non adatti a far risaltare le loro forme. E il servizio fotografico di Karl Lagerfeld?? potrei scrivere un poema!

    Scusate se sono stata prolissa

  • Irene's Closet said:

    Hey there!!
    Vieni a vedere il mio blog e sentiti libera di usare anche le mie foto (con mio link ovviamente!
    xoxo

    Irene’s Closet
    http://ireneccloset.blogspot.com

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